Lo scheletro impossibile, di James P. Hogan

Scansione della malconcia copertina della mia copia, acquistata in un’edicola che deve aver fatto la guerra.

Come sarà il mondo nel 2027? L’immagine che ho nella testa non coincide con quella del fu signor Hogan, che negli anni ’70 ha dato vita al primo libro del “ciclo dei giganti”…
D’altro canto, la mia testa è sempre piena di pensieri erratici, perciò le mie previsioni potrebbero essere poco affidabili: per esempio, non ho previsto di prendere nota di una qualsiasi citazione, interessante o divertente, con cui aprire il post. :P
Mancano poco meno di dieci anni, al periodo storico in cui si svolgono le vicende del libro, e spesso il confronto tra le “profezie” degli scrittori e la realtà è impietoso: la realtà ne esce fuori quasi sempre piuttosto pallida o sgradevole. Fortunatamente, il centro del libro non è tanto la società del futuro, quanto le origini della specie umana, che verranno riviste in seguito a una clamorosa scoperta sulla Luna.
E tutto senza nemmeno scomodare Mauro Biglino, l’uomo che ha l’involontario potere di trasformare gli atei in ufologi! ;)

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Victor Hunt, scienziato dall’intelligenza vivace e co-inventore di numerosi strumenti da laboratorio, viene convocato all’UNSA (l’esercito extraterrestre) per eseguire l’analisi di alcuni reperti grazie al suo trimagniscopio: si tratta di esaminare il contenuto di alcuni libri – troppo fragili per essere aperti – di una tuta da astronauta e, soprattutto, di uno scheletro umano.
Tutti questi reperti, ritrovati sulla Luna, risalgono a più di cinquantamila anni fa!

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La casa per bambini speciali di miss Peregrine, di Ransom Riggs

“Quel pomeriggio venne a prendermi a scuola. Lo faceva spesso quando i miei genitori erano a lavoro. Montai sul sedile del passeggero della sua vecchia Pontiac e sentenziai che le sue favole non mi interessavano più.
Jacob Portman, in La casa per bambini speciali di miss Peregrine

Visto che è uscito di recente il libro che conclude questa trilogia, mi sono detto: perché non riprendere la lettura del ciclo dal primo libro? Una volta riletto, la non-recensione mi sembra d’obbligo e con chissà quali tempi, seguiranno anche quelle dei libri successivi.
Quella dei bambini di miss Peregrine è una saga di genere young adult un po’ particolare: i tre libri sono ricchi di fotografie d’epoca – al punto da dare l’impressione che le svolte della trama e i personaggi siano stati progettati per accordarsi alle immagini – e il primo libro ha un taglio particolare, concentrato più sull’introspezione del protagonista che sull’azione adrenalinica.
Non mancano i momenti concitati, sia ben chiaro, ma sono concentrati soprattutto nell’ultima parte del libro.

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Fonte: scansione

Jacob Portman adora suo nonno Abraham, che gli racconta storie meravigliose di quando era bambino: abitava in una casa su un’isola magica, in cui nessuno invecchiava e splendeva sempre il sole, circondato da bambini capaci di compiere prodigi di ogni sorta, sotto la protezione di un saggio uccello.
Ma poiché lui e i suoi amici erano braccati dai mostri, Abraham decise di lasciare quel paradiso per andare a combatterli. Accadde durante la seconda guerra mondiale.
Crescendo, Jacob smette di prendere come oro colato le storie del nonno, complici alcune disavventure scolastiche e famigliari che toccano ai bambini molto fantasiosi… e questo non può che mutare la natura del rapporto tra Abraham e Jacob.

Prossimo a diventare sedicenne, Jacob riceve una richiesta d’aiuto dal nonno, braccato dai mostri della sua infanzia: scettico, il ragazzo si dirige verso casa sua, giusto in tempo per trovarlo pieno di ferite e in punto di morte. E appena raccoglie le ultime parole di un morente Abraham, Jacob vede – o crede di vedere – uno dei mostri di cui gli parlava il nonno!
Per Jacob, trascorrono settimane di autoreclusione per la paura dei mostri, compatimento proprio e altrui e psicoterapia.
Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Jacob riceve un dono predisposto dal nonno: un indizio che, connesso alle ultime parole del nonno, gli indica la strada per scoprire la verità sul suo passato. Verso l’isola gallese di Cairnholm.

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La casa per ognidove, di Diana Wynne Jones

“- Cara, non mi aspetto che tu ti diverta – disse timidamente la signora Baker. – Non è certo un piacere. Solo, sarebbe davvero gentile…
– Non sono gentile, lo sai – disse Charmain (…)”
Charmain e la signora Baker, La casa per ognidove

la casa per ognidove copertina
La casa per ognidove, copertina
(Fonte: scansione)

Ed eccoci al terzo libro ambientato nel mondo di Howl: per me è stato un bel viaggio, nel corso dei tre libri ne sono capitate di cotte e di crude ed essendo stati scritti a grande distanza di tempo l’uno dall’altro, ho avuto modo di vedere cambiare lo stile dell’autrice in un contesto narrativo omogeneo, visto che le tre storie si sviluppano nello stesso mondo.
Non posso dirlo con certezza, ma sospetto che la signora Jones avrebbe voluto ambientare qualche altra storia a Ingary e dintorni. Ahimé, ha lasciato il mondo tre anni dopo la pubblicazione di questo libro e con un romanzo incompiuto – completato poi dalla sorella, da ciò che ho letto.
Così, abbiamo la chiusura delle storie di questo mondo da fiaba che ricorda tanto l’Europa, sia nei nomi che nell’estetica: un mondo ricco di magie, strane creature e personaggi eccentrici, talvolta anche carismatici.
Un mondo che in un certo senso sta a un tiro di schioppo dal nostro, anche se potrei non sapere mai il perché. Forse: in fondo, non ho letto tutti i libri di quest’autrice e non escludo di trovare qualche collegamento in altre sue storie!

La casa per ognidove 101

Charmain Baker, figlia di un fornaio, è una ragazza che ama la lettura ed è stata cresciuta sotto una campana di vetro da genitori troppo premurosi. Nonostante ciò, una zia riesce a imporsi su di loro perché la figlia si occupi per qualche tempo della casa del prozio William, il mago di corte del regno di High Norland.
Con aria apparentemente annoiata, Charmain accetta ma allo stesso tempo invia una lettera al re, chiedendo di poter essere impiegata nella biblioteca reale – è il suo sogno!
Giunta a casa del prozio, dopo che quest’ultimo – in pessimo stato di salute – viene portato via da un gruppo di elfi per essere sottoposto a cure d’eccezione, Charmain si ritrova alle prese con la versione magica di una casa costruita secondo i principi della domotica: la dimora del prozio William è disseminata di incantesimi che, se ben gestiti, renderebbero la vita comodissima a chiunque, ma Charmain è decisamente digiuna sia in fatto di magia che di economia domestica.
Comunque, la gestione della casa di un mago non sarà la sfida più grossa che la ragazza dovrà affrontare: ben altre avventure la aspettano…

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