Il tocco (inquietante) di un angelo: Platinum End, n°1, di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata

“(…) in realtà, il Diavolo non esiste. Al massimo si trova nel cuore degli uomini.”
Nasse, in Platinum End

Gli anni passano, le gracule invecchiano… dai, non così tanto, ma ormai sono trascorsi due anni e qualche mese, dai primi passi di questo blog: il mio secondo, vero post era la non-recensione di Bakuman., opera della stessa coppia di autori che ha dato i natali a Death Note.
Oggi tocca a Platinum End, il fumetto più recente di Ohba e Obata: un manga che sembra scritto con in mente un po’ di elementi già visti in Bakuman. per dare vita a un manga mainstream di combattimento psicologico!

Platinum End 101

Fonte: Paninicomics
Voglia di scansioni: nessuna!

Mirai Kakehashi ha appena concluso le medie, e cerca di suicidarsi!
Adottato da zii crudeli e avidi come solo nelle fiabe dei Grimm o nei cartoni animati degli anni ’60/’70, è stanco di essere infelice e ha deciso di uccidersi, lanciandosi dalla cima di un palazzo.
Poco prima di toccare terra, viene però salvato da un angelo, una fanciulla di nome Nasse: è un angelo incaricato di dare al ragazzo alcuni poteri angelici e fargli tornare la voglia di vivere, in vista di un’importante selezione che deciderà il destino del mondo!
Nasse non è certo Roma Downey, però, e lo stesso dicasi per gli altri angeli: alcuni dei loro poteri hanno un’applicazione moralmente discutibile e perciò, Mirai sarà destinato ad affrontare persone egoiste e pericolose…

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Bakuman., lo shonen manga che non sembra tale

copertina-bakuman
Copertina del primo volumetto
(Scansione)

Le tre condizioni indispensabili per
diventare un mangaka se non sei un genio.
Uno: superbia. Pensa di essere più bravo degli altri.
Due: Sudore. Devi faticare.
E l’ultima (…) Esatto, la fortuna.
Moritaka Mashiro, Bakuman.

Chiunque legga fumetti giapponesi del genere shonen manga, tende a riconoscere certe caratteristiche comuni alla maggior parte di queste storie

  • una trama (quando c’è :P ) spesso ricca di azione e conflitto, di solito di natura fisica o persino soprannaturale
  • una storia “di formazione” con protagonisti che crescano e migliorino come persone, oltre a diventare più competenti in ciò che fanno “di mestiere”
  • un protagonista maschile che svetti su tutti i suoi comprimari, compresa la sua eventuale persona amata, in virtù di un talento speciale (poteri, tecniche, attitudine per qualcosa) e per “tempo in scena”
  • allenamenti speciali finalizzati a ottenere un potenziamento, come un nuovo potere o tecnica. Spesso questi allenamenti hanno anche la funzione di evidenziare la “fisica” dell’ambientazione: per esempio, in una storia con poteri e stregonerie, l’allenamento spiega il funzionamento della magia in merito a un ambito legato al power up
  • uno o più tornei, con scontri (spesso) uno contro uno. Non è detto che il “torneo” sia esplicito: può anche essere una spedizione punitiva, di salvataggio o recupero in cui una squadra di eroi si divida per affrontare in duello gli avversari, di potenza crescente
  • uno o più nemici, rivali o “cattivi”, che spesso sovrastino inizialmente il protagonista e i suoi amici come forza pura, connessioni sociali o numero di poteri posseduti
  • il time skip, cioè il salto in avanti del tempo (mesi o anni) a seguito del quale i personaggi mostreranno un nuovo aspetto o capacità…

Queste caratteristiche sono spesso comuni alla maggior parte degli shonen manga di maggior successo dagli anni ’80 a oggi: pensiamo a Dragon Ball, Saint Seiya, One Piece, Naruto, Bleach, Fairy Tail….
Anche Bakuman. presenta diversi di questi tratti, ma in virtù dell’insolita ambientazione – il mondo del fumetto – e del livello di “realismo” più alto (i personaggi sono un po’ eroici, ma comunque umani) l’effetto è un po’ diverso dal solito.

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