Specie immortale, di Colin Wilson

Dopo tanti mesi, torniamo in zona Urania con uno dei romanzi fantascientifici (e anche un po’ psichedelici) di Colin Wilson, che ho deciso di rileggere, con tutto comodo, in queste settimane.
Sì, ci ho messo un paio di settimane.
Sì, sto diventando pigro.
Più pigro. :P

Specie immortale 101

Howard Lester, un giovane con un certo talento per la matematica, sembra destinato dal padre a una vita da ingegnere, ma un incontro fortuito con un intellettuale e aristocratico inglese, col quale condivide un’innato interesse per la scienza e l’arte, cambia la sua vita.
Quando l’amico muore, Howard rafforza una sua ossessione circa la caducità della vita umana e, intenzionato a scoprire i segreti della longevità, compie studi durante i quali stringe la conoscenza di Henry Littleway, un altro studioso aristocratico con cui fa esperimenti sulla durata della vita umana.
Dopo alcuni vicoli ciechi, i due arrivano a scoprire un metodo per dare agli esseri umani il controllo sulla loro vita, aprendo all’umanità le porte verso l’eterna giovinezza.
Il nuovo dono all’umanità non è l’unico del pacchetto: l’esperimento porta allo sviluppo di capacità insolite e dalle ampie possibilità di impiego, superando non solo i limiti del corpo, ma soprattutto quelli della mente e della percezione, portando nuove opportunità e antichi nuovi pericoli.

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