La Gazzetta della Gracula, su Telegram

Come annunciato nel post di complehalloween, e in coda alle ultime gracchiate qui sulla voliera, ho aperto di recente un canale Telegram.
Molto in breve, vi spiegherò i miei nefasti piani per quel piccolo spazio, ma prima…

Cos’è Telegram?

Molti di voi sapranno già che programma sia Telegram, probabilmente meglio di me, ma a beneficio di chi non lo conosca, spenderò poche parole a riguardo.
Telegram è un programma – in furbofonese stretto, un’app – di messaggistica istantanea: avete presente Whatsapp? Ecco qualcosa di simile, ma più efficiente.
Telegram è disponibile, gratuitamente, sul Google Play per i furbofoni Android (e immagino anche sugli store degli altri sistemi operativi) ma è anche possibile usarlo direttamente da browser cliccando qui oppure scaricarlo per diversi sistemi operativi, Linux compreso, cliccando qui.
In tutti i casi, per usare Telegram sarà necessario dargli in pasto il proprio numero di furbofono, ma chiunque voglia scambiare messaggi con qualcuno senza dare il proprio numero, può scegliere un nome utente (username) dalle impostazioni del proprio account e fornire quello ai suoi nuovi contatti.

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Domare Gutenberg 101, ovvero “Non mi trovo bene con l’editor a blocchi”

Doveva succedere, alla fine: anche io sono stato forzatamente introdotto alle poche gioie e ai numerosi dolori di Gutenberg, il nuovo editor a blocchi di WordPress.

Mi sono opposto con veemenza, ma avevo le mani legate: sono morto nel ‘400! (cit. Johann Gutenberg)
(Fonte: La Comunicazione)

Vi rovinerò la sorpresa dicendo che l’ho odiato dal primo minuto, l’ho trovato controintuitivo e macchinoso; i colleghi della Geek League lo sanno bene, dato che in privato mi sono sfogato con loro lanciando parecchi “frastimus” (maledizioni, in sardo).
Da chi ti caliri una gutta sirena (che ti cada addosso un blocco, molto appropriato per le funzioni del nuovo editor!) a chi ti caliri una gutenberg sirena il passo è stato breve…
Il tutto mentre il buon Arcangelo ha cercato di calmarmi, dicendo che alcune funzioni del nuovo editor non sono male.
Ora: una cosetta utile l’ho trovata, ma per le mie esigenze, l’editor classico è tremila volte più funzionale e semplice da usare: non ho avuto bisogno di alcun tutorial, quando ho iniziato a fare i primi esperimenti con la piattaforma, mentre col nuovo non riesco nemmeno a mettere le foto dove voglio io, senza usare la visualizzazione in html.
Ma per puro caso ho visto la luce, scoprendo una complicatissima… no, è davvero una scemenza di procedura, quella per tornare all’editor classico!
Con l’aiuto delle future dominatrici delle terre emerse, le mega-mantidi mutanti, ho ottenuto l’aiuto di un abile mantecnico, esperto di queste faccende.
È davvero un abominio genetico molto capace, digita alla velocità della luce pur avendo solo due falci! Non ho capito come faccia a usare il mouse, ma lasciamo un velo di mistero su questi esseri.

Trovi di tutto, in rete, anche la foto di una mantide un mantecnico al PC!
(Fonte: Public Domain Pictures)

Lascio dunque la parola al mantecnico e ai suoi screenshot, così che possano scaldare di nuovo l’acqua a beneficio di chi non si trova bene con il nuovo editor a blocchi.
Davvero, è una cavolata vergognosa, un passaggio in più che fa sprecare pochi secondi, ma fino a quando il mantecnico non l’ha trovato, ho fatto progetti di migrazione del blog ad altra piattaforma. Sul serio…

Attenzione!

Questo è un guest post proveniente dal futuro, cioè quando le mega-mantidi domineranno le terre emerse.
Nel caso che io sopravviva in qualche modo all’avvicendamento delle specie dominanti, non mi farà male, ingraziarmi i nuovi padroni. :^P

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Lo stato dei lavori: grandi speranze

Le muse dei GDR giocano a dadi con l’ambientazione del gioco?

Sono lungi dall’aver completato il prototipo del mio Storiaverso, ma con la complicità di Luderella, in queste ultime settimane sono riuscito a riconoscere alcuni vicoli ciechi senza perderci troppi giorni e a stabilizzare l’idea centrale del gioco in una forma che, futuri test permettendo, sembra promettente.
Prossimo passo: imparare a scrivere periodi più brevi.
Detto ciò, è possibile che, entro breve, io torni a una routine blogghereccia un po’ più normale – miei post + letture e commenti da altre parti, per tacere di un succoso guest post di Denis che scalpita in bozza – toccando l’argomento Storiaverso solo quando ci sarà qualcosa di significativo da dire.
Deja vu: imparare a scrivere periodi più brevi.
Incrocio le dita, e pure i flussi – sperando che Luderella non sia parente di Gozer e non la prenda male! ;)