Guerra al Grande Nulla, di James Blish

«A mio avviso, Egtverchi tenta di sollevare la folla. Ti ricordi di quei ragazzi in uniforme? Ora ha abbandonato quel sistema, perché è convinto che la sua nuova idea sia migliore. Ha un pubblico di circa sessantacinque milioni di spettatori, metà dei quali forse sono adulti. Di questi, un’altra buona metà è costituita da individui più o meno mentecatti, ed è proprio su questo che lui, ora, conta. Intende trasformare quei milioni di individui in vere e proprie squadre di linciaggio.»
Michelis, in Guerra al Grande Nulla

Fruttero e Lucentini, viene riportato nella quarta di copertina di questo libro, definirono Guerra al Grande Nulla un “thriller teologico”. Personalmente, trovo che ci sia sì un certo livello di teologia, ma davvero poco thriller; è più che altro una storia che appaia la scienza e la religione, operando su un doppio binario che, perfino nel finale, mantiene una certa ambiguità.
Esiste Dio? Esiste il Diavolo? Se sì, che peso hanno sulla vita nel nostro universo fatto di materia?
Spoiler: scordatevi una risposta netta! :P

Guerra al Grande Nulla 101

Una scarsa voglia di scansionare copertine mi ha portato a prendere quella dell’ebook sul Mondadori Store.
Sapevatelo!

Lo sviluppo di tecniche avanzate di viaggio spaziale ha permesso all’uomo di raggiungere, in tempi brevi, dei luoghi che distano dalla Terra parecchi anni luce.
Uno di questi luoghi, che i terrestri hanno chiamato Lithia, è abitato da enormi rettiloidi autocoscienti, delle specie di uomini-serpente alti quattro metri, che oltre ad avere un’intelligenza vivace e una scienza avanzatissima (in certi ambiti) vivono per istinto una vita ordinata e altamente morale – secondo gli standard occidentali e pure cristiani.
Una spedizione di quattro scienziati, comprendenti anche un gesuita – padre Ramon, esperto biologo – trascorre del tempo su Lithia per decidere se la Terra debba avere col pianeta alieno dei rapporti di qualche tipo.
Tra intrighi e improvvise rivelazioni, padre Ramon arriva a una conclusione: Lithia è in realtà una trappola del “Supremo Nemico” di Dio, ordita ai danni della specie umana, e dovrebbe essere tenuto in quarantena.

Quando gli scienziati si apprestano a tornare al loro mondo natale, un lithiano di nome Chtexa, che ha stretto amicizia col gesuita, porge ai quattro un dono, con la richiesta di portarlo sulla Terra: un’urna predisposta per fare da incubatrice, contenente un embrione che diverrà la progenie del lithiano.
I veri guai per la Terra partiranno proprio da lì.

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Una storia di spade enormi e magie giganti: Knight’s & Magic

Da bambino, c’erano due tipi di cartoni animati giapponesi che adoravo in modo particolare: i robottoni e le maghette.
Avrei tanto voluto vedere maghette (e maghetti) intenti a guidare dei robottoni, ma a parte un episodio di Minky Momo, i miei desideri rimasero irrealizzati fino all’arrivo del fumetto di Rayearth. Da lì, a memoria, iniziarono a moltiplicarsi le serie di robottoni magici, o almeno mistico-filosofici: Escaflowne, i robottoni col nome che finisce per -on (Evangelion, Rahxephon, Aquarion) e così via.
Oggi ci faremo due chiacchiere su Knight’s & Magic, una serie di robot giganti magici in ambientazione fantasy, disponibile in lingua originale e sottotitoli in italiano sul canale di Yamato Animation.

Knight’s & Magic 101

(Fonte: Animeclick)

Nel regno di Fremevira (o Fremevilla, dipende dalla traslitterazione) esiste una tecnologia fondata sulla magia, che permette di creare dei robot chiamati Silhouette Knight: alimentati dal mana che permea il mondo, questi robot vengono usati da secoli per combattere degli esseri chiamati bestie demoniache, mostri di ogni possibile taglia e potere.
Ernesti Echevalier, un ragazzino appartenente alla nobiltà, si innamora a prima vista del concetto di robottone e decide di dedicare la propria vita al sogno di costruirne uno per sé: in poco tempo, impara a padroneggiare l’arte della scherma e della magia, indispensabili per utilizzare al meglio i Silhouette Knight in battaglia, e una volta iscritto all’Accademia per Cavalieri di Lahiala, inizia a farsi notare per la sua attitudine a innovare schemi vecchi di secoli, producendo nuove tecnologie e utilizzando le vecchie in modi creativi.
Col tempo, il vizio di Ernesti di inventare nuovi modi per combattere su colossi magi-meccanici diventerà fonte di guai – e di opportunità inedite – per il regno intero…

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Princess Principal, sul canale Yamato

Come ho scritto altrove, sto cercando di mettermi in pari con l’animazione giapponese più recente – e grazie al canale Youtube di Yamato, sto facendo dei passi avanti.
Oggi è il turno dell’ucronia in salsa steampunk: Princess Principal, un’interessante serie di spionaggio, ambientata in un’Inghilterra vittoriana alternativa.
Chiedete al vostro fidato maggiordomo di servirvi tè e pasticcini, io vi aspetto qui!
Le immagini sono screenshot dalla serie o da altri video.

Princess Principal 101

Alla fine del XIX secolo, Albion (l’Inghilterra alternativa di questa serie) ha ottenuto il controllo dei cieli, grazie al monopolio di una sostanza misteriosa chiamata cavorite, le cui qualità antigravitazionali hanno permesso la creazione di una grande flotta di aeronavi.
Ma il regno di Albion non può riposare sugli allori: le classi più basse della popolazione, non sopportando le crescenti diseguaglianze sociali, hanno dato vita a una rivoluzione, risoltasi con uno stallo e la divisione della città di Londra tramite un muro, che ha anche diviso Albion in due diverse realtà nazionali – monarchia e repubblica
A dieci anni dalla divisione, Londra è diventata il teatro per una guerra fredda tra spie di ogni nazione del mondo, ma soprattutto del regno e della repubblica di Albion.
Il Team Principal, una squadra di giovani spie al soldo della Repubblica, viene incaricato di una missione vitale, arrivando a reclutare nei loro ranghi persino la principessa Charlotte, quarta in linea di successione al trono di Albion!

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