[Guest post] Lupin The Third – 50 anni di giacca verde, di Denis

Oggi torna un gradito ospite, sulla voliera: Denis ci parlerà di Lupin III, in occasione del recente anniversario della prima messa in onda in Giappone (non è colpa sua se siamo finiti praticamente a metà novembre, sapete che la mia testa ha un altro fuso orario e segue sempre l’ora illegale :P ).
Lupin III è una serie con cui non ho un buon rapporto, un po’ perché ho visto molti episodi fino alla nausea, tra gli anni ’80 e i ’90 (per di più massacrata col pessimo tagliuzzamento Fininvest, oggi Mediaset, di cui si salvo solo le ottime voci) e un po’ perché non sopporto il protagonista Lupin, ma soprattutto detesto col cuore la sua amata Fujiko, a cui si potrebbe dedicare Bella stronza di Masini senza commettere alcun errore!
E vi dirò, ho in mente almeno un altro brano di Masini da dedicarle, ma vorrei tenere il turpiloquio entro livelli di guardia… :P
A ogni modo, non posso negare di essere cresciuto anche con questa serie, di cui comunque ricordo alcuni episodi con un certo piacere.
Orbene, questo articolo di anniversario ha già accumulato un certo ritardo, a causa delle mie pigre zampette, perciò provo a tacere e lascio finalmente la parola a Denis! ;)

Lupin The Third
50 ANNI DI GIACCA VERDE

Il 24 ottobre del 1971, viene trasmessa per la prima volta la serie animata di Lupin Terzo in Giappone.
Nata da un fumetto di Monkey Punch (morto nel 2019 per una polmonite) e realizzata nel 1967, nel 1968 ottiene un pilot di 12 minuti con la regia di Masaaki Ōsumi e animazione curata da Yasuo Otsuka; l’episodio viene poi rimontato nel 1969 con l’immagine a tutto schermo (prima era in Cinemascope, simile al 16/9); prodotto dalla Tokyo Movie, presentava un tratto più nervoso e vicino al fumetto, Lupin con la giacca rossa e Zenigata con un vecchio detective come spalla, Kogoro Akechi.
In seguito, la Tokyo Movie dà carta bianca a Ōsumi, che vuole realizzare un Lupin più adulto e vicino al fumetto, ma purtroppo il primo episodio fa registrare ascolti ritenuti bassi all’epoca, il 6% di share contro il 20% standard all’epoca.
Ōsumi e Otsuka vengono sostituiti dal duo Hayao Miyazaki e Isao Takahata perché si voleva un alleggerimento dei toni, con più comicità e minori erotismo e violenza, ma i primi 12 episodi, essendo già pronte sceneggiature e storyboard, rimangono a firma del precedente duo, Ōsumi e Otsuka.

Lupin con Jigen e Fujiko nel pilot

Le differenze sono che nei primi 12 episodi, Lupin e amici sono più cinici, con facce più serie e incazzate, e uccidono senza farsi tanti problemi; Fujiko guida una Harley Davidson e compare spesso nuda e con la pistola al lato della coscia, c’è grande cura nella rappresentazione di auto e armi, tutte prese dalla realtà dell’epoca.
Lupin, fino al 16° episodio, guida una macchina per ricchi, la Mercedes-Benz SSK, poi passa a una macchina più per il popolo, la Fiat 500 color celeste chiaro (me la ricordavo gialla) [Nota della Gracula: in effetti, da una rapida ricerca in rete, vedo solo la 500 gialla, non celeste, associata a Lupin].
Nei restanti 11 episodi su un totale di 23, si vede Fujiko con i capelli più corti, non si sveste più e pure la moto le viene tolta; quasi non vengono più uccisi i nemici, cambia anche il design.
I membri della banda sono Lupin vestito con la giacca verde, armato di una pistola Walther P38; ama la bella vita e le donne, inoltre è abilissimo nei travestimenti e nei piani per i furti, che sono più che altro una sfida per onorare il buon nome della famiglia.
Daisuke Jigen, il miglior amico di Lupin, veste di scuro con capello Fedora, che costituisce il segreto della sua eccezionale mira: spara in 0,3 secondi e usa come pistola una Smith & Wesson M19 Combat Magnum calibro 357.

Lupin sulla Mercedes SSk e Fujiko sulla Harley Davidson, invece nella versione di Miyazaki guida una più modesta Fiat 500 F del 1965 di colore azzurrino, mentre nel film Il Castello di Cagliostro è gialla

Fujiko Mine è una donna castana dal fisico bombastico; non fa parte della banda di Lupin, è più una rivale o partner doppiogiochista per l’occasione e sa usare la sua carica erotica naturale per fregare Lupin, approfittando del fatto che l’uomo è innamorato perso di lei; ha avuto più fidanzati e usa come arma una pistola Browning FN Modèle 1910.
Goemon Ishikawa XIII è un samurai di epoca moderna che inizialmente vuole uccidere Lupin, ma i due diventano amici e Goemon si unisce alla banda; possiede un proprio codice d’onore e una katana in grado di tagliare quasi tutto, tranne il konnyaku, una gelatina di amido ricavata dalla radice del tubero omonimo.
La spada è una shirasaya dal fodero bianco, si chiama Zantetsuken ed è forgiata da tre lame diverse che prendono il nome dai forgiatori Kotetsu, Komatsu e infine Yawarakaite.
Koichi Zenigata è l’ispettore capo della polizia di Tokyo e il suo unico scopo nella vita è la cattura di Lupin; rimedia sempre figuracce fantozziane con relativa fuga di Lupin, porta un Fedora e un impermeabile marrone e mangia tantissimo.
Le sue armi sono le manette che lancia con precisione ai polsi, come se fossero delle bolas, e una pistola Colt Government 1911A1 calibro 45.

Fujiko nella versione più cinica e sexy di Osumi e nella versione di Myazaki, in cui viene normalizzata per i bimbi

In Italia la serie animata arriva nel 1979 su varie emittenti regionali, senza censure, con le voce iconiche di Roberto Del Giudice per Arsenio Lupin III ed Enzo Consoli per Zenigata e Goemon (entrambi sono morti nel 2007), Piera Vidale (rip 2018) come Fujiko; presenta i nomi originali per i protagonisti e Lupin qui viene letto Liupen e Mine, invece, Main, non presenta censure e come sigla ha Planet O.
Nel 1987, la Fininvest di allora esegue un nuovo doppiaggio tenendo le due voci originali di Lupin e Zenigata, mentre Jigen viene doppiato da Sergio Pellegrini (rip 2013) che diventa la voce storica italiana del personaggio. Il doppiaggio è più fedele all’originale ma vengono apportate censure nei nudi di Fujiko.

Lupin e Zenigata, eterni rivali, e il nonno di Lupin

Nel 1976, in Giappone, alla quinta replica, la prima serie fa il botto di ascolti: i fan richiedono una nuova serie, che la neo nominata Tokyio Movie Shinsa fa partire dall’anno successivo fino al 1980 per 155 episodi; Lupin ritorna con una nuova giacca rossa e con la Mercedes Benz SSK, Fujiko torna bomba sexy con i capelli lunghi, gli episodi 145 e 155 sono diretti da Hayao Miyazaki (si riconoscono per un diverso design) e nel 1979 dirigerà il secondo film dedicato a Lupin III sottotitolato Il castello di Cagliostro.
In Italia, la serie arriva sempre tramite Fininvest soltanto nel 1987, con le due voci della prima serie Roberto Del Giudice e Piera Vidale e cambiamenti nei nomi: Fujiko diventa Margot e Arsenio diventa Arsenico.
La sigla italiana Il valzer di Lupin è diventata famosa e indimenticabile.
La seconda serie fa il botto e Lupin III diventa un personaggio iconico, in grado di passare le decadi.
Peccato per il Lupin in giacca verde dei primi 12 episodi, in versione più adulta e meno gigione: si è dovuto aspettare il 2012 con la serie di 13 episodi Lupin The Third – La donna chiamata Fujiko Mine per rivedere lo stile più vicino a Monkey Punch e Masaaki Ōsumi, che avrà a che fare  con il ladro gentiluomo per l’ultima volta nel 1993, dirigendo lo special Lupin III-Viaggio nel pericolo dopo aver potuto dirigere solo tre episodi nel 1971 e il pilot.

Geek League presenta: Hallowgeek. E Plot Tyrant, che porta? La famiglia Addams!

Benvenuti sulla voliera, in questa serena giornata in cui i pipistrelli svolazzano allegri per il cielo e i giornalisti di cattivo gusto stridono come fantasmi, e rompono zucche più morbide di quelle che hanno sul collo, per impedire l’avvento del capitalismo neopagano.
È la vigilia di Ognissanti e la Geek League, come tutti gli anni o quasi (dovrei ricontrollare lo storico :P ) esce in missione per portarvi un tenebroso tocco di cultura pop!
Per questo motivo, oggi darò una scaldatina col microonde a questo letargico blog, per gracchiarvi un po’ del recente (2019) film animato dedicato alla famiglia Addams.

La Famiglia Addams 101

È notte e in un cupo paesino, avvolto dalle tenebre, una fanciulla dalla pelle di alabastro si prepara per le nozze.
La cerimonia, al cospetto di una famiglia particolarmente eccentrica, è un grande successo, fino a quando una folla inferocita si imbuca, portando con sé forconi e torce come “regalo di nozze”. Morticia e Gomez Addams, i novelli sposi, devono darsi alla fuga assieme al resto del loro clan, che si disperde per evitare il linciaggio.
La ricerca di un luogo in cui la famiglia possa vivere porta i piccioncini i pipistrelli i due in un luogo desolato e tetro, il New Jersey, dove una fortunata coincidenza offre alla coppia la casa dei loro sogni: un manicomio abbandonato e pure un tantino infestato!
Tredici anni dopo, i due figli di Gomez e Morticia – la perfida Mercoledì e lo psicopatico Pugsley – si ritroveranno ad affrontare i loro demoni e riti di passaggio adolescenziali, con conseguenze che investiranno l’intera famiglia.

Chi ha messo questa roba sulla lista nozze?

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[Guest post] La mia timeline di Silent Hill, parte 1, di Denis

Siamo a ottobre, mese che ospita la vigilia di Ognissanti, alla faccia di chi rompe perché si tratterebbe di una tradizione commerciale statunitense. Dannata lobby dei dolcetti!
Dicevo, siamo a ottobre, vogliamo forse privarci di un po’ di sano orrore videoludico? Direi di no e per questo motivo, Denis ci propone la parte iniziale del suo lavoro, volto a stabilire una cronologia degli eventi della saga di Silent Hill.
E magari sarà un buon presagio per un recupero della saga da parte di Konami. No, non so nulla, non ho cuggini che lavorano per Konami e mi passano le informazioni riservate in cambio di GDR sottobanco, è solo che ci spero, perché alla saga di Silent Hill sono affezionato! :D
Ciancio alle bande, lascio la parola a Denis e alle immagini che ha trovato per accompagnare questo post!

La mia timeline di Silent Hill, parte 1, di Denis

In pratica, non è possibile stabilire esattamente in che anni si svolge la saga, perché nei giochi si trovano documenti che indicano i mesi e i giorni, ma mai l’anno; neppure nei manuali dei diversi giochi si trova la data, al massimo l’età dei personaggi.
Gli unici che hanno una datazione non vaga sono i due film su Silent Hill e neppure il libro ufficiale pubblicato dalla Konami presenta le date in cui si svolgono le storie dei giochi; piuttosto, offre le date degli avvenimenti precedenti e poi inserisce un anno come nella serie di Kenshiro, 19XX, e da lì bisogna calcolare.
Poi bisogna tenere conto che nel mondo reale siamo in una data, mentre nell’otherworld, che è una specie di limbo, la data potrebbe essere diversa.
Provo a presentare la mia linea temporale fino al quarto episodio, dopodiché i creatori originali, il Team Silent, che comunque voleva chiudere lì, fu sciolto da Konami. Ho aggiunto solo Silent Hill Origins, in quanto è collegato al primo e al terzo episodio, così come sono collegati il secondo e il quarto.

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