La leggenda di Arslan, parte 1

Avvertenza: la citazione che segue non appare realmente nel fumetto. L’ho inventata io perché, secondo me, un fumetto così sconclusionato non merita niente – non ci sarà nemmeno la copertina del fumetto!

“Noi del regno di Pars ce l’abbiamo duro!
Ma duro abbestia, eh!
Tipo che io, il mio, lo uso per spaccare le noci di cocco.
Nessuno può ferm… oh no! Siamo caduti in un’evidentissima trappola!
Moriremo tutti!!1!11!
Re Andragoras III
, La leggenda di Arslan, nella mia versione ispirata a Honest Trailers.

Prima o poi sarebbe dovuto accadere: ho ceduto al lato oscuro della recensione e ho deciso di provare a scrivere una stroncatura buffa, incoraggiato dal cattivo consigliere Arcano.

La leggenda di Arslan è un fumetto tratto da una serie di romanzi, chissà se son belli…
Di sicuro non è un granché questo manga: se da un lato ho letto di peggio, dall’altro la delusione è cocente perché storia e disegni sono di Hiromu Arakawa!
Già autrice del meraviglioso Fullmetal Alchemist e di un altra manciata di titoli oscillanti tra l’interessante e il così così, mi sembra incredibile che chi sia riuscito a dare prova di buone capacità di sceneggiatura esca fuori così, all’improvviso, con una tale infilata di minchiate da oscurare il sole!

La leggenda di Arslan 101

Il giovane Arslan è un ragazzo gentile, che però non si sottrae ai suoi doveri di principe ereditario dell’invincibile regno di Pars e si allena per diventare un valido Gary Stu spadaccino. Arslan è dotato di uno spirito d’osservazione più acuto di quello di veterani ed esperti di tattica militare, grazie a cui scoprirà quanto possa essere terribile e crudele il mondo se a comandare ci sono energumeni imbecilli, con un cuore più duro delle loro pur granitiche teste di pietra.
In un turbinio di violentissime cazzate, celodurismo, errori di strategia militare buonsenso e personaggi così stereotipati da sembrare sagome di cartone vedremo… se siete curiosi, vi sfido a leggere il resto: non è il più fulgido esempio di fantatrash mai visto, ma questo fumetto si difende con le unghie e con i denti!

La scheda

Storia: Hiromu Arakawa (perché? Io credevo in te!)
Disegni: Hiromu Arakawa (almeno non hai dimenticato come si disegna!)
Opera originale: Yoshiki Tanaka (spero che i tuoi libri siano migliori di questo fumetto)
Traduzione (fumetto): Luigi Boccasile (come hai fatto a tradurlo senza svenire?)
Prezzo: 4,50 € di sciatteria narrativa

Disegni

I disegni si avvicinano, per dettaglio e precisione, a quelli di Fullmetal Alchemist: almeno dal punto di vista visivo non ci si può lamentare – c’è qualche caduta, tipo una prospettiva priva di senso in una vignetta, ma scompare di fronte alle voragini di logica fallata con cui i personaggi ragionano e agiscono.
L’estetica del regno di Pars è mediorientale negli edifici, negli abiti e nelle divise dei personaggi: nella mia ignoranza, azzarderei un’ispirazione persiana. E controllando su Wikipedia, imparo che Pars è un vecchio nome della Persia.
Le divise di Lusitania – stato nemico di Pars – invece, sembrano più europee, forse persino francesi: alcuni nemici hanno un nome francese, ma la Lusitania – sempre secondo Wikipedia, salvezza incerta di un ignorante come me – dovrebbe essere il vecchio nome di una regione della penisola iberica.

Lo scempio, pezzo per pezzo

Il fumetto si apre con un breve episodio della vita di Arslan, principe del regno di Pars, quando il giovane aveva ancora undici anni. In questo capitolo, beneficiamo di tanti piccoli infodump sul lessico di Pars: non so se siano parole inventate o in persiano, a ogni modo alcune note del traduttore spiegano il significato di termini come Marzban (comandante di 10000 cavalieri) Eran (grande generale) e Gholam (schiavo).
Facciamo poi la conoscenza di alcuni pezzi grossi dell’ambientazione

  • il re Andragoras III, stoico, volitivo e imbecille come pochi. Il mai vinto condottiero dell’esercito di Pars, è il gelido padre di Arslan e cintura nera di celodurismo al 12° dan
  • il generale Vahriz, un vegliardo esperto nel combattimento con la spada e uno dei pochi i cui neuroni non siano tutti morti di solitudine – sebbene abbia palesemente sperimentato delle perdite…
  • il comandante Kharlan, il cui ruolo narrativo sembra essere quello di avere i baffetti da sparviero – ma ci riserverà delle… chiamiamole sorprese, va!
  • il comandante Kubard, energumeno costantemente ubriaco (ma celadurissimo e dunque è un comandante. Diecimila persone affidano la loro vita a un gorilla avvinazzato!)
  • la regina Tahamenay, gelida, altera, bellissima: una figa di legno anaffettiva, nulla la smuove! Si distingue dal marito perché riesce a interessarsi del figlio per circa un balloon senza trattarlo come immondizia da subito
  • il comandante Kishward, la cui funzione narrativa è portarsi dietro i due falchi Soroush e Azrael – il secondo dei quali è particolarmente affezionato ad Arslan per via del suo buon cuore (ma che dolciotto!)
  • il comandante Daryun, arciere e spadaccino che scalcia culi e tira giù nomi (cit. Antro atomico) e nipote di Vahriz.
    Scopriremo in un capitolo successivo che fa collezione di titoli nobiliari: è pure Mardan (guerriero) Mardan hu Mardan (guerriero tra i guerrieri) e Shirgir (cacciatore di leoni)

Insomma: una sfilza di personaggi e informazioni già al primo capitolo, infilare sette o otto personaggi senza averli fatti emergere nella storia è l’ideale perché ci si ricordi di loro!

La complessità dello scacchiere politico internazionale
Il regno di Pars esce vittorioso da una guerra col vicino regno di Lusitania, colpevole di aver aggredito militarmente un’altra nazione chiamata Maryam, alleata di Pars.
Dato l’acume militare dimostrato da Pars nel resto del volumetto, immagino che i Lusitani siano stati sconfitti a una gara di morra cinese, ma ciò non conta: il risultato è che il re di Pars, Andragoras III, marcia fiero alla testa del suo esercito, avvolto nel celodurismo più sfrenato, con un po’ di nemici catturati e resi schiavi.

L’innocenza dei bambini (di Grano rosso sangue)
Subito dopo, alcuni discoli decidono di maltrattare un bambino soldato di Lusitania, ora schiavo, proprio mentre sta passando il principe Arslan con un cortigiano. I bulletti hanno la peggio e lo schiavo bambino scappa, tramortendo il cortigiano e rapendo il giovane principe – intervenuto per salvare i giovani pueri mentula: tutto questo non lo vediamo, ci viene raccontato dai piccoli chiagne e fotte!

Parkour, con spiegone omaggio
La fuga diventa un’occasione per catturare due piccioni con una fava di fuca

  1. far vedere un bell’inseguimento, con tante acrobazie e qualche cazzotto
  2. offrire al lettore una serie di spiegoni su geografia, economia e religione di Pars o dei regni vicini, evento possibile perché il bimbo schiavo non va in debito di ossigeno nemmeno quando si mette a giocare ad Assassin’s Creed dal vivo

Scopriamo così che

  • la capitale di Pars si chiama Ectabana, è al centro di una rete di commerci e nessuno soffre la fame, nel regno, nemmeno gli schiavi (lo dice Arslan) – che sono felici perché hanno la pancia piena!
  • in Lusitania adorano un dio chiamato Yaldabaoth, che predica l’uguaglianza di tutte le persone al suo cospetto, ma che secondo i lusitani permette che si trattino gli schiavisti in modo differente, promuovendo il loro sterminio (lo stesso Arslan pensa che sia un’incoerenza) (fonte: ragazzo schiavo)
  • anche in Maryam (regno alleato di Pars) adorano lo stesso dio, ma sono delle fighette che si alleano con Pars e vanno dunque cancellati (fonte: ancora il ragazzo schiavo)

Dunque, ragazzo schiavo batte Arslan 2 a 1 nella gara di spiegoni! E Arslan era pure in casa, sono tre punti per lo schiavo ospite!
Com’è, come non è, il ragazzo riesce a fuggire, lasciando Arslan col dubbio che non tutto ciò che gli viene insegnato sia corretto. Decide così di provare a parlare con gli altri prigionieri di guerra, ma li trova tutti morti: la fuga del ragazzino li ha galvanizzati e hanno provato a ribellarsi, così sono stati uccisi.

Il battesimo del fuoco di Arslan.
E quello delle minchiate, per il lettore!

Tre anni dopo, Arslan è già un ometto, ma ha mantenuto i suoi enormi occhioni da ragazza (che nel linguaggio dei fiori dei manga, in un uomo, indicano un animo gentile e puro).
Arslan ha fatto qualche progresso con la spada, ma è ancora una mezzasega rispetto al suo insegnante Vahriz: il ragazzo pensa che finché non avrà modo di combattere sul serio, non potrà capire quale sia il suo livello. Ma il regno di Pars è in pace, che pecc… no, aspetta, Lusitania è tornata alla carica cancellando il regno di Maryam senza che nessuno se ne accorgesse… Che fortunello, Arslan potrà mettersi alla prova!

Chi ben WTF è a metà dell’opera
E qui iniziamo a giocare pesante: un regno alleato è stato messo a ferro e fuoco e nessuno, a Pars, l’ha scoperto: ok, per comunicare non avete nulla di più avanzato di messaggeri a cavallo – al limite uccelli addestrati, immagino – ma è possibile che mentre un regno venga raso al suolo, nessuno dei suoi abitanti si prenda la briga di andare a chiedere aiuto?
Ma aspetta, forse hanno avvisato e qualcuno ha nascosto l’informazione! E allora perché nessuno ci pensa? Perché, a Pars, nessuno si pone il problema di un gombloddoh?

Suvvia, Conte Gracula, per un piccolo genocidio tra amici… non facciamone un caso!

Conte Sciattula, il mio alter ego maligno

Un rito inquietante
Mentre viene raccontata la caduta di Maryam, la scena si sposta in una caverna, dove dei cultisti in tunica nera e maschera stanno officiando un rito davanti a un fuoco sacro. Su una pira, possiamo vedere carcasse di pecore e arieti, mentre un cosplayer di Vega/Balrog di Street Fighters II, ma con addosso una tunica e solo mezza maschera, osserva con attenzione.

Schierate le truppe!
Gli esploratori rivelano che i Lusitani si stanno dirigendo verso la pianura di Atropatene, dove gli invasori saranno pesantemente in svantaggio contro la cavalleria di Pars: una carica di cavalli in pianura, per di più in casa propria, è un successo assicurato! Lo stesso comandante Kharlan si è preso la briga di effettuare una ricognizione, per assicurarsi che il terreno fosse bello piallato come piace alla cavalleria.

Figo, vinciamo sicuro, poi in birreria! E poi si tromba!1!

Re Andragoras III, prima di venire ucciso da un omofobo in seguito a un fraintendimento!

I primi vagiti di un Gary Stu: mattone su mattone, l’uomo diventa stereotipo!
Ma a Detective Arslan qualcosa non torna: la volta scorsa, Pars ha potuto soccorrere gli alleati, mentre questa volta non ha fatto in tempo. E il falco Azrael, proveniente dalla pianura di Atropatene, ha tutte le piume umide anche se il cielo è sereno.
Something’s fishy… ma a nessuno frega niente, Arslan è solo un moccioso cacasotto che non ha nemmeno un’oncia del fegato del padre, per gli altri soldati!
Ed è così che un ragazzino inesperto – ma il cui cervello ha altre funzioni, oltre a quella di mantenere il corpo in equilibrio – inizia a dare delle piste a veterani di guerra e superstrateghi. E senza essere un genio!

Tra vedere e non vedere, il comandante Kharlan decide di ripetere la perlustrazione alla pianura, per assicurarsi che tutto sia come ci si aspetti.
E nessuno che si degni di fargli notare che, forse, i kattivi lusitani sono già alla pianura!
Vedremo poi se Kharlan avrà fatto le cose alla Kharlona…

Maestri di tattica, innovatori della strategia
La cavalleria è giunta alla pianura e, più indietro, possiamo trovare l’accampamento con la tenda del re.
Nella pianura padana atropateniese c’è una nebbia come nemmeno a Silent Hill.

Proprio come aveva detto il principe.

Soldato senza nome n° 3487

Ma il generalissimo Vahriz si produce in un esercizio di ingiustificato ottimismo

Nebbia o neve, nulla può arrestare la carica della cavalleria di Pars. E poi ce l’ho così duro che ci martello i tasselli nei muri!

Generalissimo Vahriz-coso

Su suggerimento di Kharlan, Daryun avvisa il re che potrebbe essere rischioso, affrontare a viso aperto il nemico con quella nebbia: per ringraziarlo, il re gli leva il comando dei suoi 10000 cavalieri ed è già tanto se gli lascia il titolo di guerriero e quello di cacciatore di leoni, e se non sta attento gli impedirà pure di diventare elettrauto! Ma se si distinguerà in battaglia, gli restituirà il titolo di comandante.
Dopo la patetica scena degli schiaffi dati a Daryun dal nonno Vahriz, che gli leva la tv per un mese e gli sequestra il furbofono e tutti i giornaletti, siamo al…

Momento motivazionale + primo Shyamalan twist!!1!11!
Kharlan rassicura il re

Va tutto bene, dotto’, il terreno è bello liscio e privo di buchi, i sassi sono tutti dentro la vostra testa e i nostri cavalli se li ingropperanno tutti con sentimento”.

Comandante Kharlan, circa

Così, il re Andropausas Andragoras III invoca gli spiriti dei re del passato e ordina la carica.
In mezzo alla nebbia.
Alla cieca.
E nemmeno lo sente, il nemico!
E io sto per chiudere il volumetto per lo schifo, rischiando di perdermi l’ovvio: a un certo punto, una parte di nebbia svanisce e i cavalieri finiscono in un crepaccio!
Nooo! Non me l’aspettavo! Davvero-davvero, eh! :P
Allora Kharlan ha fatto davvero la ricognizione alla Kharlona!

Bam! Giù nel canestro (cit. I Griffin)
Un botto di cavalieri cade nel fossato – poveri lusitani, avranno dovuto scavare lungo tutta una mostruosa pianura, oppure che culo, hanno beccato il tratto giusto per caso!
Oppure il rito inquietante era magico! Con effetti magici! Fa tutto, tipo lo Sharingan!
E mica finisce qui: il fossato è pieno d’olio! Non per rendere la pelle dei cavalieri liscia o per proteggere i loro capelli dalle doppie punte, eh!
Intanto, dall’altra parte del fossato, i lusitani tirano frecce incendiarie.
E c’è olio pure sul terreno fuori dal fosso: che culo, i cavalli non ci sono scivolati durante la carica e dunque non hanno dato l’allarme agli altri, così le torri d’assedio ripiene di arcieri, comparse dal nulla dietro la cavalleria senza che nessuno ci sbattesse contro, possono incendiare anche quelli che non sono caduti subito o non sono stati spinti dai compagni dietro di loro, ancora in carica!

Debriefing + secondo Shyamalan Twist!1!!1!
Arslan, dopo aver ucciso un lusitano e il suo cavallo, si aggira per la pianura deserta e nebbiosa in cerca di sopravvissuti: ode una voce, è quella di Kharlan! Eccolo, i suoi baffetti si vedono dallo spazio!
Ma dietro di lui c’è il nemico, che nemmeno cerca di ucciderlo. Perché?
Evidentemente, Kharlan non ha fatto le cose alla Kharlona… è un traditore!
Intanto, sua maestà Andragoras Andropausas III chiede che qualcuno gli mandi Kharlan perché possa rimodellargli il culo a bei calcioni, ché le sue ricognizioni fanno schifo ai cani.

Dannato Kharlan… Non ci ha informato di quel precipizio. Che ci abbia traditi…?!

Andropausas III

Se è per quello, ti ha pure incasinato le regole di punteggiatura nella testa, quel “…?!” non posso proprio vederlo! Comunque, come si dice: “Anche un orologio rotto segna l’ora giusta, due volte al giorno”.

Quasi 2500 parole fino a qui: ci vediamo alla seconda parte, se qualcuno fosse ancora interessato!
Nella prossima puntata (forse): elmi ridicoli, altre sorprese nella nebbia, arti tranciati di netto, altri tradimenti e celodurismo a palate! E tanto altro ancora!

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8 pensieri su “La leggenda di Arslan, parte 1

  1. Spassosissimo! Hai fatto proprio bene a seguire i miei empi consigli. :P

    Ma qui… c’è il marchio che contraddistingue il fantatrash DOC: la città assediata all’improvviso!
    >”Cos’è quel puntino laggiù?”
    >Il tempo che la vedetta si porta la mano alla fronte e i nemici sono sotto le mura.
    >”Nemici! Poffarbacco! Devo avvisare il re!”
    >Si gira e la città è in fiamme.
    Ecco, io ogni volta immagino scene simili. XD

    Sarei proprio curioso di sapere cosa ne pensa Sun Tzu di tutto ciò… Ma in fondo lo sappiamo tutti che se celhaidurissimoabbestia non hai bisogno di conoscere l’esercito nemico prima di attaccarlo e nulla ti può fermare dal lanciare una carica di cavalleria nella nebbia, no?

    1. Guarda, ho dovuto riguardare diverse vignette più volte, ma non c’è possibilità d’errore: c’è roba che proprio appare dal nulla alle spalle dei cavalieri, e in cui i tipi avrebbero dovuto imbattersi lungo la carica! Poi non so se sia una questione di supermagia, e non lo saprò mai perché mi rifiuto di continuare a leggere questa roba, ma nel caso non si può risolvere tutto con”perché è fantasy”!

      Poi, tu nomini Sun Tzu, ma qua siamo a un livello ben più basso: la carica di cavalleria nella nebbia dovrebbe essere vietata dal buon senso, prima che dalla conoscenza strategica!
      Ma quando uno celadurissimo…

    2. Hai ragione, non vale la pena scomodare Sun Tzu per scemenze simili.

      Scommetto che “Se non celaiduro non sei nessuno” è il motto di Pars. LOL!

    3. Sun Tzu si rivolterebbe nella tomba, comunque: il solo possesso di questo coacervo di inutile machismo in assenza di cervello sballa tutto il feng shui della casa!

      Che poi, volendo, anche i classici della strategia orientale possono avere cadute curiose – mi pare che ogni tanto piazzi il “mi piace” sugli articoli di Tenger (oppure hai un sosia di avatar!) – ma non sono (quasi?) mai sui fondamentali: in Arslan me ne sono accorto persino da distratto, svarioni come questo ne ho visto solo nel primo capitolo del primo libro della saga dei nani di Markus Heitz.
      Se la Arakawa si fosse degnata di creare degli eroi normodotati… non sapevo per chi tifare, tra i Lusitani vigliacconi e i leghisti di Pars XD

      Comunque, questo articoletto copre circa metà del volume… preparati alle prodezze supereroiche di Pars!

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