The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel, per Playstation 3. Sistema di gioco, questioni “tecniche” e conclusioni

Bentornati per questa seconda tornata dedicata al videogioco Trails of Cold Steel, che, in maniera lapalissiana, viene dopo la prima, dedicata ad ambientazione, storia e personaggi: oggi si gracchia di grafica, sonoro e sistema di gioco. Questioni più tecniche – nei limiti concessi dalle mie modeste capacità – a cui seguiranno le mie considerazioni finali.

Grafica

La resa grafica è buona, ma altalenante, al punto da sfiorare il calo di generazione tecnologica fino alla PS2, nei momenti peggiori. Fortunatamente, resta sempre facile capire cosa siano gli oggetti sullo schermo.
In generale, si parla di rappresentazioni di personaggi in cel-shading con colori vivaci, ma non troppo accesi.

Ambienti

Alcuni ambienti sono ampi spazi vuoti, creati solo per far scarpinare i protagonisti tra una missione e l’altra, mentre altri sono piacevolmente dettagliati ed evocativi.
Non mancano i classici dungeon da esplorare, abbastanza differenti tra loro, ma dalla scarsa interattività – come capita spesso nei jrpg.
È bello notare che, portando il protagonista vicino a una finestra, è possibile osservare l’ambiente esterno, che si presenta coerente con quanto visto all’aperto.

Personaggi

I personaggi principali – sia quelli che il giocatore potrà gestire, sia i comprimari più importanti – sono ben differenziati per viso, acconciatura e corporatura e, pur indossando una divisa scolastica, ciascuno sfoggia uno stile differente, con piccole personalizzazioni.
L’espressività dei visi è buona – in stile anime, molto carica – mentre per quanto riguarda i corpi, se ripresi da vicino, mostrano un po’ di spigoli e squadrature.
I personaggi secondari sono molto simili tra loro: per esempio, tutti i cuochi incontrati sono identici, generando l’effetto infermiera Joy dei Pokemon, e in una scena di folla si sono visti alcuni gruppi di passanti clonati l’uno dall’altro.

Animazione

Le animazioni sono abbastanza fluide, ma non il massimo del dinamismo. Certi effetti sembrano mutuati da anime di combattimento, con scatti veloci dei personaggi ed effetti di luce.

Musica e doppiaggio

Le musiche sono gradevoli e fanno il loro lavoro, ma non spiccano rispetto a quelle di altri jrpg – ormai è praticamente un genere musicale codificato.
Alcuni dialoghi dei personaggi sono doppiati in inglese, con una resa discreta, ma non costante – ho trovato alcune voci non del tutto adatte, per mio gusto, ai personaggi abbinati; in certe scene, sono doppiate certe linee di dialogo, ma non altre – a danno del protagonista, più che altro.

Sistema di gioco

Trails of Cold Steel è un assemblaggio di procedure comuni nei jrpg moderni (ho visto anche ispirazioni a elementi da Persona 3 in poi) ma nonostante l’assenza di novità, è tutto gestito molto bene.
Il gioco è prodigo di tutorial e ha la buona creanza di avvisare il giocatore, quando certe scelte fanno avanzare la trama: in questo modo, il giocatore può decidere di salvare, cercare di ottenere altri benefici etc., prima di proseguire.

Calendario

La storia si svolge lungo parte dell’anno accademico della Thors Academy; non si vive buona parte delle giornate, si gioca solo una manciata di giorni

  • il giorno libero degli studenti – in cui il protagonista si mette comunque al servizio della scuola, per compiere piccole missioni, tra cui l’esplorazione del vecchio edificio scolastico (importante ai fini della trama)
  • il giorno dell’esame pratico – un combattimento amichevole con l’insegnante o altri personaggi
  • l’esame scritto (immagino che l’anno accademico alla Thors sia modellato sull’anno scolastico giapponese)
  • il viaggio di istruzione mensile, in cui la Classe VII viene divisa in due e spedita in diverse località dell’impero, per toccare con mano le particolarità nella nazione in luoghi importanti e svolgere piccole missioni

Il viaggio di istruzione è sicuramente il punto forte del gioco, dato che buona parte della storia ruota attorno ai fatti che avvengono nei luoghi visitati: casualmente i personaggi si ritrovano ad avere a che fare con attentati, ladri gentiluomini, nobili farabutti e furfanterie varie. Inoltre, il viaggio permette di vivere un cambio di situazioni che spezza la monotonia della vita in accademia, dato che i diversi luoghi possono essere anche molto diversi tra loro, da un punto di vista estetico o culturale.

Missioni

Le missioni sono classiche: trova questo e portamelo, oppure porta questo a quel tipo, trova la tal persona etc., ma non mancano variazioni allo schema – per esempio, una missione prevedeva di dare delle ripetizioni a uno studente e bisogna scegliere le risposte più coerenti con l’ambientazione (risposte che erano accessibili nel gioco in forma di libri, prima di accettare la missione).
Certe missioni sono facoltative, altre obbligatorie per far avanzare la trama; tutte contribuiscono ad aumentare il rango del protagonista a scuola, concedendogli ricompense in forma di equipaggiamenti speciali.

Pesca e cucina

Non manca il classico minigioco di pesca – attività che detesto, dato che in certi jrpg è inutilmente lunga e complicata. Qui è un gioco semplice e veloce.
Oltre alla pesca, i personaggi possono anche darsi alla cucina: esistono ricette da raccogliere e con i giusti ingredienti, i personaggi possono cucinarli e dare vita a certe varianti, ottenendo soprattutto oggetti curativi, utili in battaglia.

Bonding event, o evento di legame

Nel giorno libero, il protagonista ottiene alcuni “punti legame” da spendere per approfondire la conoscenza degli altri personaggi: quando il legame tra i due sale, il protagonista e il personaggio collegato, in battaglia, si supportano a vicenda con attacchi combinati, immolandosi per l’altro e simili prodezze. Inoltre, vivere certi eventi di legame permette di approfondire la storia dell’altro personaggio (e, potenzialmente, iniziare una relazione con la ragazza che si preferisce e che, forse, verrà vissuta nel gioco successivo).

Battle orbment

Ogni personaggio possiede il proprio battle orbment, su cui installa un master quartz (una gemma che migliora le caratteristiche e conferisce la possibilità di usare certi incantesimi, detti art) e diversi quartz (incantesimi, aumenti di caratteristiche, miglioramenti degli attacchi o altro).
Il battle orbment, a livello di storia, permette ai personaggi di entrare in una sintonia chiamata combat link (legame di combattimento) che conferisce vantaggi a seconda della profondità del legame tra i due personaggi coinvolti.

Combattimento

Quando il protagonista incappa in un nemico, ben visibile durante l’esplorazione, inizia lo scontro: colpire il nemico lo bloccherà temporaneamente; riuscendo a colpirlo alle spalle, lo si stordirà per qualche momento e toccandolo, si otterranno dei turni di vantaggio nello scontro.
Quando invece il protagonista viene preso di spalle, tutto il gruppo parte in una condizione di svantaggio e i nemici lo accerchiano, ottenendo ciascuno un turno.

Turni

Su un lato dello schermo, vengono mostrati i turni dei personaggi e dei nemici, così da poter stabilire una strategia valida; in certi turni, possono essere presenti degli effetti speciali che, per esempio, permettono di recuperare HP (per chi non conoscesse la sigla, hit point, ovvero i punti vita del personaggio) o di portare automaticamente un colpo critico, aumentando i danni.

Azioni

Al proprio turno, un personaggio può compiere una di queste azioni: muoversi, attaccare, usare una craft, usare un’art (arte, in questo caso, un incantesimo), usare un oggetto o fuggire.
Attaccare un nemico conferisce craft points (CP) utilizzabili per attivare una craft, una tecnica speciale: ogni personaggio ha le proprie craft per attaccare, migliorare le caratteristiche, far recuperare HP o altro. Usare un’art richiede la spesa di energy points (EP) recuperabili tramite oggetti o col riposo in luoghi adatti.

Critici

Infliggere un critico permette, se si è coinvolti in un combat link, di usare uno di tre attacchi speciali, a seconda di quanto sia avanzata la storia

  • assist (aiuto) in cui l’altro personaggio attacca lo stesso nemico. Ogni assist fa guadagnare un BP, cioè un bravery point (punto valore) fino a un massimo di 5 BP
  • rush (assalto) in cui entrambi i personaggi attaccano insieme. Costa 3 BP
  • burst (esplosione) in cui tutto il gruppo attacca tutti i nemici. Costa 5 BP

Fine dello scontro

Sconfitti tutti i nemici, si ottengono punti esperienza e, se bastano i punti, si avanza di livello; a certi livelli, si ottengono nuove craft.
Anche i master quartz equipaggiati possono aumentare di livello, migliorando le loro abilità e concedendo nuove magie. Infine, si ottengono i sepith: quelli elementali si usano per creare nuovi quartz e per migliorare i battle orbment, quelli generici (sepith mass, minerale grezzo) vengono venduti in cambio di mira, la moneta imperiale.

Concludendo

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel è un jrpg di impostazione classica, ma moderna: sta sul solco dei jrpg moderni, presentando caratteristiche comuni a tanti esponenti del genere, ma non offre innovazioni particolari, preferendo implementare bene i diversi elementi “meccanici”  e il tema della storia.
I personaggi sono interessanti e coerenti: nonostante siano un po’ stereotipati in certe reazioni e nell’appartenenza a certi archetipi, sono caratterizzati con una buona profondità ed è piacevole tifare per loro.
La storia è abbastanza vivace e miscela a dovere misticismo, intrighi politici, combattimenti e situazioni slice of life – queste ultime, nella forma della vita scolastica del protagonista e delle sue interazioni con i compagni.
Spicca soprattutto l’ambientazione: lungi dall’essere un’accozzaglia dei classici cliché fantasy tipo “la montagna del terrore” o “la tomba del demone”, presenta una nazione che sta venendo traghettata dal medioevo alla modernità, sia in termini tecnologici che sociali. Inoltre ci presenta un quadro dettagliato, quanto basta, di culture e sottoculture in conflitto, economia, credenze, miti e religioni che dipingono un quadro credibile e interessante, senza massacrare il giocatore con troppi spiegoni – anche se, come in molti jrpg, bisogna mettere in conto di leggere un bel po’ di testo…
In ultima istanza, è un buon jrpg che, pur non avendo chissà quali novità o un comparto tecnico all’ultimo grido, presenta elementi ben coordinati, che fanno sentire al giocatore di aver speso molto meno delle 90/100 ore necessarie per completarlo.

7 pensieri su “The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel, per Playstation 3. Sistema di gioco, questioni “tecniche” e conclusioni

  1. Amante dei JRPG, ne ho in una coda da giocare un numero incompatibile con le ore disponibili da qui alla pensione (evento incerto). Dopo questa tua recensione è inevitabile che la mia ossessione compulsiva all’acquisto, avrà la meglio quando lo vedrò a un prezzo che non puoi-dire-di-no. Già lo so. Non avrei dovuto leggerti, caro Conte 😂. Se si giocatore di JRPG ti segnalo che su Humble Bundle c’è la serie Hyperdimension Neptunia a prezzi da 0,88 centesimi (4 giochi) a 10,54 euro (9 giochi).
    Tanto per “renderti il favore” 😂

    1. XD
      Grazie del favore, red ^^
      Quando sento dire “non ci sono più giochi/fumetti/libri/altro interessanti” penso sempre di vivere in un mondo parallelo, di roba gustosa ce n’è pure troppa, per godertela tutta, ti serve l’aspettativa di vita di Galadriel!

      Questo gioco, per ps3, si trova in copia fisica a un prezzo sui 15 €, persino dal sito Gamestop. Il seguito l’ho dovuto pigliare in digitale, perché su disco l’ho trovato solo a prezzi altini (edizione inglese, magari un giorno più prospero ^^).
      Il terzo mi risulta solo per ps4 in Giappone, per ora.

    2. Vero, verissimo! C’è veramente l’imbarazzo della scelta e chi esprime noia può essere solo chi ha perso la passione del videogioco e non lo ammette a se stesso perciò esprime la sua frustrazione in una critica a tutto spiano. Quindici euro per novanta e passa ore di gioco sono un prezzo onestissimo considerando che un biglietto del cinema sfiora lo stesso importo e l’intrattenimento due due o tre ore, in alcuni casi lasciandoti il nulla dietro e dentro.

    1. Qui gli scontri sono erranti, più che casuali: li vedi e sono pure facili da evitare.
      La cosa buona è che non devi affrontarne più di quelli che trovi in giro, per crescere a un livello decente.

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