Pretty Guardian Sailor Moon, di Naoko Takeuchi

“Io… Sailor Moon…
… ti punirò in nome della Luna!”
Sailor Moon, in Pretty Guardian Sailor Moon

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La cover del primo volume GP
(Fonte: Wikipedia, non ho avuto il tempo di una scansione :P)

La prima volta che ho visto un episodio della serie animata di Sailor Moon, ho pensato di trovarmi davanti a una parodia: mostri che sembravano usciti da un episodio a caso dei Power Rangers, invettive accompagnate da nomi famosi (“La Navratilova ti caccerebbe dal campo” disse Sailor Moon, a un mostro dai… poteri tennistici) e un notevole numero di gag buffe o sceme accompagnate da un uso strategico della tecnica Super Deformed.
Superato l’equivoco, ho capito che la parodia non era lo spirito della serie, ma ho comunque continuato a seguirla, divertendomi molto. E di certo non sono stato l’unico al mondo, dato il successo planetario che ha reso la serie una leggenda, fondando un genere che unisce majokko, shojo e super sentai e che ha generato una pletora di cloni più o meno sfacciati.
Oggi non siamo qui per parlare della serie animata di Sailor Moon, ma del suo manga, in un’edizione riveduta e corretta da Naoko Takeuchi, la sua autrice.

Pretty Guardian Sailor Moon 101

Nella Tokyo del 199X, alcune studentesse delle medie scoprono di essere la reincarnazione di abitanti del regno della Luna e di possedere dei poteri speciali, grazie alla benedizione dei corpi celesti del sistema solare: una di loro, Usagi Tsukino, è addirittura la reincarnazione della principessa di quel regno, cancellato nel tempo del mito da un potere maligno. In quanto erede del regno, possiede una gemma magica chiamata Cristallo d’argento illusorio, dotata di un potere rigenerativo e distruttivo senza limiti e bramata da ogni forza del Male™ alla ricerca del potere assoluto.
Le belle protagoniste possono trasformarsi in guerriere vestite alla marinara che, grazie ai loro poteri, sono in grado di affrontare i pericolosi mostri inviati dal nemico di turno, sempre alla ricerca del Cristallo d’argento illusorio.

La scheda

Autrice: Naoko Takeuchi
Traduzione: Manuela Capriati
Editore originale: Kodansha Ltd. (2003, nella versione riveduta dall’autrice)
Edizione italiana: GP Publishing (2010)
Prezzo: 4,50 € per albo (16 albi)

Il disegno

Guardandolo, provo così tanta vergogna che vorrei bruciarlo e gettarne le ceneri nello spazio.

Naoko Takeuchi

L’autrice del manga di Sailor Moon parla in questi termini della sua opera, in uno 4-koma nel secondo volume di questa edizione. È falsa modestia?
Anche se è troppo severa con se stessa, direi di no: la Takeuchi è consapevole dei propri limiti e sa di non essere eccezionale nel disegno – è anche poco chiara nello sviluppo della trama. Il suo tratto è poco deciso e incostante come resa, ne pagano il prezzo soprattutto le anatomie dei personaggi, che hanno proporzioni un po’ caricaturali e che cambiano spesso; gli sfondi sono più ricchi di effetti che di ambienti; il design dei costumi che le protagoniste indossano in battaglia cambia spesso – e non sempre a causa di un power up, più spesso perché sembra che l’autrice abbia dimenticato qualche accessorio.
Sì, tutto questo accade nonostante le correzioni che l’autrice ha apportato alle tavole…

I dialoghi (e i monologhi)

I dialoghi e i monologhi non sono il massimo, forse per un gusto della teatralità a tutti i costi: frasi altisonanti e poco spontanee, grandi dichiarazioni d’amore al momento sbagliato…
Anche gli spiegoni presentano dei momenti di confusione, come se l’autrice non avesse avuto ben chiaro il concetto da esprimere, mentre scriveva il balloon – negli 4-koma, sostiene di aver realizzato il manga senza grandi progettazioni…
Sono abbastanza ilari alcuni pistolotti pre-battaglia, come quando Sailor Mars dice, in un’occasione

Ti punirò dall’alto dei miei tacchi a spillo!

I personaggi

Cast ricco, con molti personaggi ricorrenti. A volerli trattare uno per uno, ne verrebbero fuori almeno tre post, perciò andrò per blocchi.

Sailor Moon (Usagi Tsukino AKA Princess/Neo Queen Serenity)
La protagonista della serie, è una ragazza carina e sdolcinata, pigra nello studio, solare e votata alla protezione di chi ama: nel corso della storia, quest’ultima qualità la spingerà a una maturazione molto “giapponese”, intrisa di abnegazione e spirito di sacrificio, soprattutto nei confronti del suo amato Mamoru Chiba (vedi sotto).
In un’altra vita, era la principessa del regno della Luna (Silver Millennium) e rinascendo, è destinata a rinnovare quel regno sulla Terra, affiancandosi a Mamoru nel governo del suo Golden Kingdom.
Il suo essere speciale al di sopra tutti i personaggi speciali (è bella, tutti la adorano – talvolta anche il nemico di turno è ossessionato da lei – ha un potere unico e pressoché invincibile, è amata da uno dei pochi ragazzi presenti nella storia e che, ovviamente, è un bel principe) la rende una mary sue.

Tuxedo Kamen (Mamoru Chiba, Prince/King Endymion)
L’uomo amato da Sailor Moon, in un’epoca mitica è stato principe e protettore del pianeta Terra e rinascendo nel 199X, mantiene ancora questa caratteristica.
Pur non essendo risolutivo in battaglia, cerca di difendere Sailor Moon in tutti i modi, spinto dal sentimento provato per lei tanto in un’altra vita quanto in questa sua nuova incarnazione.

It’s Grumpy-Gracula Time!
Personaggi inutili

Così come in molti shonen manga i personaggi femminili sono inutili in battaglia, in Sailor Moon i (pochi) personaggi maschili sono secondari o dei semplici orpelli, perfino dei trofei da difendere: Mamoru non fa eccezione, è la versione maschile di una damsel in distress (nota fuorviante; non potevo usare il solito rosa, con questo sfondo) e presenta una certa, preoccupante tendenza a fasi catturare e plagiare mentalmente dal nemico di turno…

Non so cosa ne pensi il resto del mondo, ma a me fanno girare le balle entrambi gli approcci, due orribile facce di una stessa medaglia disgustosa e sessista: voglio personaggi memorabili, che in una storia (anche) d’azione non siano dei soprammobili carini e basta. Possono anche perdere, ma devono essere efficienti e competenti, non un peso, altrimenti… via dagli scontri! Mi ricorda quando, nei vecchi cartoni di robottoni di Go Nagai, i personaggi femminili venivano impiegati solo per pilotare robot dotati di armi inutili e ridicole, mentre il protagonista maschile aveva un arsenale sufficiente a poter scatenare e vincere una rivoluzione in America centrale: se fossi stato al posto di Jun o Sayaka, avrei fatto sciopero, altro che sparare missili a forma di zizze!

Le guardiane della principessa (Sailor Mercury, Mars, Jupiter e Venus)
Nel primo arco narrativo, vengono reclutate queste quattro guerriere:

  • Sailor Mercury (Ami Mizuno, intelligente e colta, capace di manovrare l’acqua)
  • Sailor Mars (Rei Hino, una miko scintoista stoica e vigile, dotata di poteri di veggenza, qualità esorcistiche e capacità legate al fuoco)
  • Sailor Jupiter (Makoto Kino, alta e forte, ma esperta in molte attività che sono considerate muliebri – come cucina e giardinaggio. Manovra l’elettricità)
  • Sailor Venus (Minako Aino, bella in stile Barbie, molto agile. La leader delle guerriere durante il regno della Luna, manovra… boh! Nel cartone sembra che attacchi con la luce, ma nel manga dà delle scudisciate con una specie di catena-cintura)

Molto diverse tra loro per aspetto, carattere e poteri – un meccanismo degno della creazione di boyband e girlband, con lo scopo di acchiappare più fan che si può perché tutti troveranno almeno un personaggio con cui identificarsi – sono la corte della protagonista e in sostanza vivono solo per lei, subendo un progressivo annullamento di caratterizzazione. A parte Sailor Venus (che col nome di Sailor V è stata protagonista di una breve serie che ne ha fissato la psicologia) le altre beneficiano solo di brevissimi archi narrativi tutti per loro.

Usagi Small Lady Serenity (Chibiusa, Sailor Chibi Moon)
La figlia di Usagi/Serenity e di Mamoru/Endymion, giunta dal futuro per vendicarsi dei genitori che le hanno dato un nome assurdo (dai, Small Lady! Come si può!) allertarli di un pericolo, diventerà poi una guerriera teoricamente molto potente, dato che si porterà dietro il Cristallo d’argento illusorio del futuro.
È una bambina petulante, rompiscatole e affetta da un grave complesso di Elettra che non si risolverà fino alla penultima serie – e anche allora, la cotta per il padre le passerà solo quando si innamorerà di un unicorno alato che, accidentalmente, è una sorta di controparte spirituale del genitore.
Sì: un cavallo la farà smettere di essere in competizione con la sua (futura) madre per l’amore del suo (futuro) padre!
Tutto questo dovrebbe convincere i detrattori dei metodi contraccettivi che un po’ di prudenza non fa mai male…

Le guerriere del sistema solare esterno (Sailor Uranus, Neptune, Pluto e Saturn)
Quattro personaggi che fanno la loro comparsa tra la seconda e la terza serie, un gruppo di guerriere con poteri e responsabilità speciali

  • Sailor Uranus (Haruka Ten’ou, una persona ambigua che sembra ora una donna, ora un uomo. Pilota da corsa, pianista e combattente prestante, possiede una spada magica e fa esplodere le cose – potrebbe essere un attacco basato sul vento, ma chissà!)
  • Sailor Neptune (Michiru Kaiou, una bella violinista dall’aspetto molto femminile. Possiede uno specchio magico e attacca con l’acqua – un attacco che si presume diverso da quello di Sailor Mercury, ma l’autrice non è mai prodiga di dettagli, quando disegna i combattimenti)
  • Sailor Pluto (Setsuna Meiou, una ricercatrice che sembra una fotomodella, forse la guerriera che ha l’aspetto più adulto. Possiede un bastone a forma di chiave, sormontato da una grossa sfera di granato, con cui può governare lo spazio-tempo)
  • Sailor Saturn (Hotaru Tomoe, una ragazza di salute originariamente cagionevole a causa di un brutto incidente di laboratorio. Possiede una sorta di alabarda e un potere distruttivo incredibile, che inizialmente la circonda di paura e sospetto)

I tre magic item di Uranus, Neptune e Pluto: sono forse i tre tesori nazionali giapponesi?

Uranus ha una spada, Neptune ha uno specchio, Pluto ha (per farla breve) una pietra preziosa.
Nel folklore giapponese, tre oggetti sacri sono legati ai miti di alcuni dei della religione Shinto: una spada (Kusanagi no Tsurugi) uno specchio (Yata no Kagami) e un gioiello (Yasakani no Magatama – quel gioiello a forma di 9 che si vede spesso nei manga e negli anime).
Sebbene i tre oggetti rappresentati nel fumetto non abbiano un aspetto molto tradizionale, mi chiedo se non possano essere una citazione di quei tre tesori

Uranus e Neptune sono personaggi popolari, nella scena omosessuale del mondo reale: le due ragazze sono amanti, forse una delle più famose coppie gay dei manga degli anni ’90 – nella serie animata, la loro relazione era più evidente, nonostante i tentativi di annacquare il loro rapporto da parte della Mediaset.

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Zerocalcare lo spiega meglio!
(Fonte: “Zerocalcare)

Comprimari vari (gatti parlanti, comparse umane, altre guerriere Sailor)
Trascurando il gattile le mascotte feline (Luna, Artemis e la loro figlia Diana dal futuro – sì, lo spazio-tempo ha la porta girevole, in questa storia) i primi comprimari umani, estranei alle battaglie, finiscono fuori scena abbastanza in fretta, fino a che le guerriere si ritrovano ad avere a che fare solo con i mostri loro nemici.
Nella quarta serie, molti personaggi conoscono i loro alter ego, spesso delle guerriere Sailor minori indispensabili, per il power up finale di ciascuna.
Nell’ultima serie, quattro guerriere Sailor provenienti da un altro mondo e la misteriosa mocciosailor Chibichibi, affiancano Sailor Moon contro l’ultimo, potente nemico.

La trama

Il manga di Sailor Moon si articola in cinque archi narrativi che, praticamente, raccontano tutti la stessa storia

  1. Un nemico alieno, un’entità quasi lovecraftiana, invia i suoi sgherri per invadere la Terra e impadronirsi del Cristallo d’argento illusorio – per conquistarlo o distruggerlo
  2. Le guerriere Sailor ottengono nuovi alleati o nuovi poteri e rafforzano il loro legame di amicizia
  3. Tuxedo Kamen rischia la vita perché è scarso, rispetto alle belle combattenti, ma viene salvato dalla sua amata Sailor Moon
  4. Le guerriere Sailor prendono a calci nel sedere il cattivo

Nonostante la struttura sia sempre questa, l’effetto non è così ripetitivo: in ogni arco narrativo, viene svelato qualche aspetto della mitologia di Sailor Moon, con retroscena sulla caduta del Regno della Luna o la rivelazione di qualche meccanismo legato ai poteri delle guerriere.

I nemici di Sailor Moon, per ciascun arco narrativo
In ogni arco, le guerriere affrontano un “diverso” nemico

  • Primo arco narrativo: il Dark Kingdom, responsabile della fine del Regno della Luna, riemerge dal passato in maniera nagaiana, a causa di una donna che si fa chiamare Queen Beryl e che serve un essere oscuro chiamato Queen Metaria. I suoi luogotenenti sono quattro tizi bellocci da host club – corrotti dalle tenebre – che in passato servirono il principe Endymion.
    Il Dark Kingdom mira al potere del Cristallo d’argento illusorio per resuscitare Metaria e conquistare l’universo
  • Secondo arco narrativo: Black Moon, una minaccia giunta da Yuggoth dal decimo pianeta del sistema solare, nel futuro, è un gruppo di rivoltosi che ha rifiutato il sistema della lunga vita del Golden Kingdom per amore della guerra (sotto il governo di Serenity AKA Sailor Moon, grazie al Cristallo d’argento illusorio, gli abitanti della Terra ottengono un’aspettativa di vita di circa mille anni, restando giovani. Peccato che la Takeuchi non abbia sprecato una parola sui problemi di sovrappopolazione!): quelli di Black Moon sono guidati da un individuo misterioso che si fa chiamare Wiseman e che vuole la distruzione del Cristallo d’argento illusorio nel passato, così da cambiare il futuro con poca fatica
  • Terzo arco narrativo: Death Busters, un culto tecno-stregonesco proveniente da un’altra galassia, invade la Terra in cerca di sopravvivenza, per divorare le anime dei terrestri e occuparne i corpi con i loro Daimones, al fine di ricreare sulla Terra il loro paradiso. E già che ci sono, mirano al potere del magico brillocco di Sailor Moon!
  • Quarto arco narrativo: il Black Moon Circus, agli ordini di una creatura che si autoproclama regina della Luna, invade il mondo con i suoi Lemures per divorare i sogni degli umani e trasformarli in incubi. E mettere mano sulla solita gemma!
  • Quinto arco narrativo: la potente Sailor Galaxia, depositaria del più grande potere distruttivo della galassia, fà piazza pulita delle altre guerriere Sailor per impadronirsi dei loro Star Seed (cristalli metafisici che racchiudono l’essenza di ogni essere vivente e ne permettono la rinascita) e dare vita all’impero di Shadow Galactica. Sfrutta un gruppo di guerriere Sailor scappate di casa Sailor Animamates, guerriere asservite grazie a bracciali stregati dalle forze del Caos

In ogni arco narrativo, si amplia il mosaico dell’ambientazione, svelando un lato più o meno misterioso del mondo di Sailor Moon e di ciò che riguarda queste guerriere planetarie.
Nel complesso, le idee non sono male, ma la loro realizzazione non è allo stesso livello: la Takeuchi non riesce sempre a sviluppare le sue intuizioni in modo funzionale. Per questo, ritengo che i cambiamenti pesantissimi fatti per la vecchia serie animata abbiano reso la storia più funzionale e migliorato la caratterizzazione dei personaggi, anche se un po’ dello spirito originario è andato perduto.

L’edizione italiana

L’edizione in esame (va là, quanto sono serio! O◊O ) è la versione da edicola: una carta discreta e una buona stampa, con alcune illustrazioni e tavole a colori su carta patinata. Ne esiste anche una versione deluxe, da libreria, con una carta ancora migliore.
Prima di quest’edizione, in Italia, c’è stata solo quella della Star Comics, un magazine spillato in stile “giornale di Barbie” e con un adattamento non molto fedele, forse per non distanziarsi dalla serie animata.

La serie regolare si conclude nei primi dodici volumi di questa edizione; seguono altri due tankobon dedicati a Codename: Sailor V: questa serie nasce prima di Sailor Moon e ha come protagonista la futura Sailor Venus. Nonostante fosse ben avviata in Giappone, la serie fu conclusa con la chiusura della rivista che la ospitava, quindi si preferì continuare con la serie dedicata a Sailor Moon.
Gli ultimi due volumi raccolgono le Short Stories, ovveri dei brevi episodi al di fuori della serie, senza troppi complotti cosmici dietro. Alcune di queste storie sono pure imbarazzanti da leggere… O_O’

Concludendo

Pretty Guardian Sailor Moon è un manga che, nel suo genere, ha cambiato molte carte in tavola, tanto in Giappone quanto in Italia, soprattutto grazie alla vecchia serie animata. Capace di dare vita a un nuovo filone, grazie alle sue contaminazioni tra maghette e supereroi in stile Power Rangers, non è certo un’opera perfetta per storie o disegni, ma ha dalla sua delle idee interessanti – persino lovecraftiane! – e un certo fascino, nonostante gli evidenti difetti (dialoghi così così, tratto incostante, sfondi spesso inesistenti, combattimenti affrettati, varie ed eventuali).
Magari non consiglierei questo fumetto a tutti, ma chi è cresciuto con la serie animata – io ci ho trascorso una parte dell’adolescenza – potrebbe trovare interessante sapere come è nato il fenomeno. :)

EDIT 27/12/2016: Una “novità”

A quanto pare, Sailor Moon ritornerà in casa Star Comics, forse nel 2017. Una mossa non insolita, dato lo sbarco della nuova serie animata Crystal su Rai Gulp.

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