Missione su Minerva, di James P. Hogan: qui finisce il ciclo dei Giganti, per cause di forza maggiore

“Credo di aver superato anche io la capacità di sorprendermi. L’ultima volta che ti ho spedito da qualche parte, sei tornato portandoti dietro un universo al completo. Stavolta lo farai con l’intero Multiverso. Ma è il limite massimo. Per forza. Non c’è niente di più grande. O no?”
Gregg Caldwell, in Missione su Minerva

Si conclude il ciclo dei Giganti di Hogan – finalmente, ma non perché ne avessi abbastanza, solo perché ero curioso di vedere i botti! Tanto più che, secondo me, se l’autore fosse ancora vivo, ci regalerebbe un altro giro di giostra: qualcosa nel finale – perfettamente concluso, sia chiaro – mi fa pensare che avrebbero potuto esserci ulteriori sviluppi…

Missione su Minerva 101

Scansione della copertina

Sarebbe stata una giornata tranquilla per Victor Hunt, il fisico che ha contribuito a rivoluzionare le prospettive storiche e scientifiche dell’umanità con la scoperta delle sue origini, il primo contatto con una specie aliena, l’alleanza con la suddetta specie e la rivelazione di un bizzarro universo, “fantasy, ma col trucco”.
Solo che Victor riceve una telefonata impossibile: una chiamata da un se stesso futuro, che gli dà… si dà… (ci siamo capiti) anche delle convenienti dritte sull’investimento in borsa di un’azienda promettente e ancora non quotata – la forma più estrema di insider trading, senza dubbio: dal futuro al passato!
Al di là delle questioni prettamente finanziarie e penali, quest’unico evento permette agli scienziati terrestri e thurieni (i Giganti) di iniziare a imbastire una “fisica del Multiverso”, che potrebbe permettere di viaggiare in altre realtà.
Tra un bizzarro incidente e un inconveniente, questa nuova branca scientifica apre un orizzonte a cui i thurieni tengono moltissimo: viaggiare indietro nel tempo fino alla loro antica patria, lo scomparso pianeta Minerva, per dare vita a una linea temporale in cui la guerra tra le due superpotenze minerviane non avrebbe posto fine al mondo…

La scheda

Autore: James P. Hogan
Titolo originale: Mission to Minerva (2005)
Traduzione: Enzo Verrengia
Edizione italiana: Mondadori Libri S.p.A. (2018)
Prezzo: 9,90 €

Tecnica e stile

Le caratteristiche della scrittura di Hogan non sono mutate, rispetto ai libri precedenti di questo ciclo: abbiamo ancora un narratore onnisciente in terza persona, che parla al passato.
Non è cambiata nemmeno l’abitudine di inserire ampi spiegoni dei fenomeni scientifici (o fantascientifici) superati i quali, la sua scrittura si fa più coinvolgente.

Un aspetto interessante è la gestione dei dialoghi di un certo personaggio: Mildred, scrittrice e cugina dello scienziato Danchekker, è una persona dalla forma mentis insolita, per le tendenze della media degli esseri umani – ha buon cuore, scarsa avidità…
È una gran chiacchierona: i paragrafi con i suoi discorsi – spesso utili a ispirare prospettive differenti e non banali – sono in assoluto i più lunghi, il che rende bene l’idea di una persona che parli come una macchinetta! XD

Struttura

Il romanzo è diviso in due parti – tutte nello stesso volume, per fortuna. È presente un prologo per ricapitolare la storia fino a questo momento, un epilogo per concluderla con leggerezza e una cronologia degli eventi chiave dell’ambientazione, aggiornata fino a Entoverse.

Prima parte

Qui domina l’esplorazione del concetto di Multiverso, con esperimenti e speculazioni sia di tipo scientifico che filosofico: viene espressa l’idea che il Multiverso in sé sia atemporale e che lo scorrere del tempo, in senso stretto, riguardi la natura degli esseri dotati di coscienza, animali compresi.
Viene anche presentato il fenomeno della “convergenza delle linee temporali”: a causa degli esperimenti di esplorazione del Multiverso, si sviluppano degli inconvenienti inaspettati, come il passaggio di persone e cose da un universo all’altro, la presenza contemporanea di diversi esemplari dello stesso individuo e, come conseguenza, piccoli fraintendimenti che fanno dubitare della salute mentale altrui.
Per esempio, diciamo che io slitti da un universo A a quello B, prenda un appuntamento con una persona, poi ritorni al mio universo A. Io, in A, sarò convinto di avere un appuntamento con qualcuno e quel qualcuno, in B, sarà convinto di avere un appuntamento con me, ma in entrambi gli universi ci saranno un me stesso e un’altra persona che saranno ignari dell’impegno!
Questo fenomeno, da evitare come la peste, si rivelerà importantissimo nel finale della storia.
In questa parte, viene anche approfondita la natura aliena dei Giganti, assai diversi dagli esseri umani sotto molti aspetti psicologici: le loro interazioni e il lavoro per un obiettivo comune permettono di differenziare gli extraterrestri dagli umani e di metterne in evidenza certi aspetti più “contemplativi”, che non hanno trovato altrettanto spazio nei libri precedenti.

Saltando di palo in frasca: ecco un momento divertente che, dato l’argomento, dedico a Lucius, sempre che voglia leggerlo – chi non vuole spoiler, passi oltre!

***** SPOILER *****

Un produttore cinematografico vorrebbe far girare un film sul protagonista, Victor Hunt; il fisico pensa che, se fosse di un documentario, potrebbe essere utile a contrastare certa immondizia da tabloid, capace di diffondere ogni genere di bufale pseudo-scientifiche sul Multiverso, ma il produttore punta a un blockbuster in cui Victor interpreti se stesso, in una versione drammatizzata della propria vita.
Cerca addirittura di allettarlo con l’inserimento nella storia di una bellissima attrice per girare qualche scena “bollente”: la donna dovrebbe interpretare la parte di Christian Danchekker, nella realtà un uomo di mezza età, dall’arrabbiatura facile e grande amico di Victor!
Non esattamente il massimo dell’erotismo… XD

***** FINE SPOILER *****

Seconda parte

Sviluppata una tecnica di navigazione nel Multiverso ancora altamente sperimentale, ma funzionale, i Giganti abbandonano parte della loro proverbiale prudenza per mettere in atto un progetto ambizioso: tornare indietro a una linea temporale in cui esisteva ancora il pianeta Minerva, così da poterlo salvare dalla guerra che lo distrusse.
In La stella dei Giganti, occhio allo spoiler

***** SPOILER *****

i capi del mondo di Jevlen, alleati dei Giganti su base paritaria, nel tentativo di ottenere il controllo della civiltà sviluppata fino a quel momento, hanno tessuto intrighi su intrighi, sventati dai terrestri – abituati a ragionare anche con gli inganni.
Nell’ultimo tentativo di sfuggire alla cattura, un tira e molla del controllo della tecnologia di viaggio tra le intelligenze artificiali di jevlenesi e thurieni ha scaraventato i primi indietro nel tempo, in prossimità di Minerva – rendendo i jevlenesi responsabili della scomparsa delle due civiltà, dato che le loro interferenze inasprirono il conflitto tra le due superpotenze del pianeta.

***** FINE SPOILER *****

Avremo così la possibilità di assistere a uno sgradito ritorno…

SONO TORNATO, IM-BE-CIL-LI!

Come si risolverà la crisi?

Concludendo

Con Missione su Minerva si conclude il ciclo dei Giganti di Hogan, salvo resurrezione dell’autore (incrocio le dita!): una fantascienza ottimista, ricca di speculazioni scientifiche, di misteri storici e biologici, quanto è povera di violenza, dato che molti personaggi preferiscono superare le crisi usando il cervello e il lavoro di squadra.
Dopo aver svelato il segreto dell’origine umana, stabilito il primo contatto con una specie aliena, gettato le basi di una proficua alleanza e scoperto un universo retto da leggi differenti, il protagonista Victor Hunt – assieme a un gruppo di comprimari assai variegato – si lancia in un’ultima avventura alla scoperta dei misteri del Multiverso.
Tra linee temporali che convergono e fanno pasticci, e ricerche scientifiche che hanno una piccola sfumatura filosofica circa la natura del tempo e della vita, accompagneremo i protagonisti in una missione diplomatica estrema, nel tentativo di creare una nuova serie di universi grazie a un’interferenza col passato.
Nel bene e nel male, lo stile di Hogan rimane invariato: il gran numero di spiegoni scientifici ostacola la scorrevolezza del testo, ma superati quei paragrafi, la vicenda cattura facilmente, grazie a un approccio originale a temi classici della fantascienza e complice la presenza di personaggi con cui è facile empatizzare.
Va fatta notare una coincidenza che, più che la soluzione pigra di un autore scarso, sembra un elemento “deterministico” della fisica del Multiverso: probabilmente, questa coincidenza avrebbe potuto far puntare i personaggi verso nuove avventure, se l’autore non fosse morto nel 2010. Chissà, magari in un altro universo…

2 pensieri su “Missione su Minerva, di James P. Hogan: qui finisce il ciclo dei Giganti, per cause di forza maggiore

  1. Noooooo ora voglio quel film pseudo-erotico-scientifico :-D Sarebbe una perla da recensire!
    Comunque di’ la verità, il Conte dal futuro 2018 ti ha contattato, tempo fa, e ti ha detto: inizia il ciclo sull’Entoverse perché a novembre uscirà finalmente in Italia l’ultimo capitolo! ^_^
    Ah, non so se lo ricordi, ma il primo “caso temporale” del poliziotto del tempo (Timecop) è proprio acciuffare un tizio che è tornato indietro nel tempo per giocare in borsa sul sicuro. Parlo ovviamente dello sfortunato film con Van Damme, ma a parte il belga il Timecop era un personaggio a fumetti fresco di invenzione che avrebbe meritato ben altro trattamento. (Lo stesso autore – Mark Verheiden, che ha avuto una parte fondamentale nella creazione di “Battlestar Galactica” e ha scritto “Smallville” e “Falling Skies” – ha curato una serie televisiva che temo sia riuscito nell’incredibile risultato di andare peggio del film con Van Damme!)

    1. Il film temo che sarebbe solo per palati fini ^^
      Riguardo al ciclo, è una cosa buffa: il volume coi primi tre l’ho comprato tempo fa, ma l’ho completamente scordato fino a che ho iniziato a leggere l’introduzione di Entoverse, che non sapevo essere il quarto di un ciclo XD
      Comunque vorrei essere io, il Conte del futuro, e avvisarmi di una scelta specifica da fare a… nove anni, direi!

      A ogni modo, al protagonista dei libri è andata bene, che non sia stato inseguito da Van Damme ^^

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